Isola di Pasqua

Isola di Pasqua: dove si trova, quando andarci e storia delle statue

by Rosy
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Nel 1722 Jacob Roggeven, un navigatore proveniente dall’Olanda, scoprì l’isola di Pasqua, denominata così in onore della sua scoperta. Era, infatti, il 5 aprile, giorno di Pasqua. Quest’isola rappresenta un luogo ricco di mistero che ha suscitato la curiosità di molti studiosi e turisti. L’isola di Pasqua è situata nell’Oceano Pacifico ed è considerata territorio cileno, da cui dista poco più di 3.600 km. Recarsi sull’isola di Pasqua significa ammirare coste profonde e grandi scogliere. Uno scenario che da solo non serve a spiegare bene la bellezza del posto, arricchita dalla presenza dei Moai, le immense statue in pietra che abbelliscono il territorio.

Isola di Pasqua: origine delle Moai, le sue statue di pietra

L’isola di Pasqua è un luogo magico, che vanta la presenza dei Moai, delle incredibili statue di tufo vulcanico, raffiguranti volti di uomini. Le leggende circa l’origine di questi bellissimi reperti archeologici in realtà si sprecano. Ed è proprio per queste statue, divenute famose in tutto il mondo, che l’isola di Pasqua si afferma come uno dei luoghi più affascinanti della Terra.

Le statue di tufo vulcanico presenti sull’isola sono circa 887, risalirebbero al 1.000 d.C e sarebbero state ricavate dalle rocce dei tre vulcani inattivi dell’isola. La loro grandezza è l’aspetto più affascinante, poiché parliamo di monumenti con un’altezza di almeno 2 metri. I Moai raffigurano volti umani, ma busto e corpo sono presenti nella maggior parte dei casi, sebbene non siano visibili perché sotto terra. La statua più grande è chiamata Paro ed è alta ben 10 metri, per un peso che oscilla tra 80 – 90 tonnellate, ma in realtà ne è stata trovata una di  21 metri che risulterebbe incompleta.

I Moai raffigurano volti di uomini, sono posizionati in posizioni diverse e sembrano per lo più essere rivolti verso il mare. Proprio il  modo in cui sono stati adagiati al suolo fa riflettere sulla loro funzione. Probabilmente, i Moai sono stati innalzati come monumenti portafortuna, per proteggere la popolazione locale (probabilmente, i polinesiani) e auspicare una proficua pesca, l’attività di sostentamento dell’isola. Le statue di tufo vulcanico risalirebbero al 1.000 d.C e l’aspetto più incredibile riguarda non solo la creazione, ma anche il trasporto, avvenuto probabilmente con l’ausilio di tronchi e corde. Alcune di esse sarebbero cadute e quindi sono lasciate al caso, poiché era impossibile spostarle.

Isola di Pasqua: quando visitare l’isola delle statue

I Moai sono un esempio eclatante della bellezza dell’isola di Pasqua, un territorio da visitare assolutamente almeno una volta nella vita. Il clima subtropicale dell’isola di Pasqua rende questo luogo piacevole in qualsiasi periodo dell’anno. Unico problema può essere la pioggia, un fenomeno atmosferico molto presente tra aprile e luglio. Il periodo migliore per visitare l’isola è tra gennaio, febbraio e marzo, che rappresentano i mesi più caldi. Negli altri, comunque la temperatura raggiunge i 20°C.

L’isola di Pasqua è un territorio di indiscutibile valore storico, che grazie alle statue Moai riesce a raccontare le abilità delle popolazioni locali, che in epoche remote riuscirono a regalare alla propria terra e al mondo, uno spettacolo archeologico di inestimabile valore.

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