La seconda casa è una potenziale fonte di reddito, ma può diventare anche una fonte di perdita di denaro. Ciò capita quando viene lasciata un po’ a sé stessa, non viene sfruttata a dovere o – banalmente – non viene abitata per lunghi periodi.
Qui trovi una serie di abitudini pratiche per ridurre sprechi, prevenire guasti e organizzare controlli prima e dopo ogni soggiorno, al fine di mantenere l’immobile in buone condizioni.
I costi nascosti quando la casa resta chiusa
Il problema delle seconde case, specie di quelle non abitate, è dato da alcuni costi silenziosi, i quali si sviluppano in modo quasi fisiologico, senza che il proprietario se ne accorga. Ecco una panoramica.
- Consumi minimi: il riferimento è ai costi fissi delle bollette. Anche se non si consuma nemmeno un kWh, la bolletta è comunque superiore allo zero.
- Umidità, muffe e odori: questi spiacevoli fenomeni si sviluppano quasi a prescindere dalla permanenza (o dall’assenza) di eventuali inquilini. Chiaramente, la loro gestione impone dei costi.
- Infiltrazioni e guasti “lenti”: il riferimento è a tutti quei guasti che tardano a mostrare conseguenze visibili. Quando ci si accorge della loro esistenza, e nelle seconde case ciò capita con estremo ritardo, i costi delle riparazioni hanno già raggiunto il livello di guardia.
- Manutenzione esterni: il verde cresce e prospera, spesso a modo suo, a prescindere dalla presenza dell’uomo. Chiaramente, gestire gli effetti di tale crescita, magari dopo un lungo periodo di disinteressamento, richiede denaro.
Routine di controllo per la seconda casa
Il consiglio è di seguire una routine di controllo quando si lascia l’abitazione e quando si fa ritorno.
Infatti, come si legge in questo approfondimento sul Blog Edilnet, la seconda casa impone una gestione oculata e organizzata, altrimenti essa si rivelerà un fardello economico, più che una opportunità.
Ad esempio, si potrebbe tenere una sorta di registro casa con note, scadenze e foto per verificare:
- Check su acqua, gas e quadro elettrico: si tratta di monitorare i consumi proprio al rientro e all’uscita, in modo da prevedere la spesa.
- Aerazione e deumidificazione: si tratta di verificare la presenza di eventuali problemi e risolverli prima di “andarsene”. In tal modo, si evitano conseguenze su finiture e struttura.
- Controllo di terzi: si tratta di chiedere ai vicini, e magari all’amministratore di condominio, di dare un’occhiata ogni tanto, giusto per rispondere alle emergenze in modo tempestivo.
Una mini-lista da salvare sul telefono
Il consiglio finale è quello di fare riferimento a una lista di cose da fare in modo di impostare la gestione della casa secondo principi oggettivi, solidi e schematici.
- Foto contatori: al fine di monitorare il consumo in modo scientifico, senza fare affidamento alla propria memoria.
- Foto della casa: ovvero, foto scattate all’inizio e alla fine, in modo da rilevare eventuali cambi di stato o un peggioramento delle condizioni.
- Chiusure di sigilli e punti vulnerabili: si tratta di fare una lista delle cose da chiudere, in modo da non dimenticarne nessuna.
- Promemoria stagionali: ovvero, elenchi di cose da fare esplicitamente legate alla stagione (es. pulizia primaverile delle grondaie.
Insomma, bastano poche azioni per ridurre gli sprechi tipici di una seconda casa poco vissuta. E, a partire da una gestione oculata, si può ragionare su una eventuale messa a reddito dell’immobile, magari con la formula degli affitti brevi.




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