Civita di Bagnoregio è una frazione di Bagnoregio (Viterbo), nel Lazio, al confine con l’Umbria. Poggia su un colle tufaceo cuneiforme, a 443 metri s.l.m., fra i burroni del Rio Chiaro e del Rio Torbido. La Valle dei Calanchi e il borgo rossiccio di Civita di Bagnoregio offrono alla vista uno degli spettacoli più straordinari d’Italia. Meritatamente, la frazione, di origini antichissime e patria del monaco-filosofo San Bonaventura, fa parte del club dei Borghi più Belli d’Italia.

La “Città che muore”

Civita di Bagnoregio conta 11 abitanti. Le rupi sono argillose e instabili, frutto del lavorio delle acque dei torrenti e delle piogge, e trascineranno a valle il borgo che ha già subito le conseguenze di molti terremoti e franamenti che, durante i secoli, si sono susseguiti. Le sue sofferte vicissitudini le hanno valso il soprannome, coniato dallo scrittore Bonaventura Tecchi, di “città che muore”.

Un lungo e sottile viadotto in cemento, abbattuto dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruito due volte, la collega a Bagnoregio. In concomitanza con la seconda ricostruzione, vennero realizzati lavori di sostegno alla rupe su cui sorge l’abitato, contenendone l’erosione. La “città che muore”, nonostante il suo fortunato ed evocativo soprannome, negli ultimi tempi sta ritornando alla vita: grazie anche alla sua bellezza e al fascino unico conferitole dalla sua condizione e dalla sua storia, ha conquistato un flusso turistico crescente di italiani e stranieri, che le ha restituito vitalità. L’antico villaggio, ritrovato il suo aspetto originario, si sta ripopolando.

Il borgo è visitabile tutti i giorni dell’anno con un biglietto di 5 euro. Nel centro storico, con un’offerta al proprietario di una casa medievale, potrete accedere al cosiddetto “Belvedere di Peppone” da cui godere della vista panoramica più ampia e suggestiva sulla Valle dei Calanchi. Per gli amanti dell’escursionismo, invece, non esistono sentieri segnati tra i calanchi e alcuni percorsi possono essere pericolosi, anche per gli escursionisti esperti. Sono comunque organizzate gite guidate e di gruppo, basta prendere informazioni dalle associazioni escursionistiche del territorio e dalla Pro-loco di Bagnoregio.

Come arrivare a Civita di Bagnoregio

L’unico modo per entrare nel borgo è il ponte di cui abbiamo già parlato, sospeso a 300 metri.Percorrerlo richiede pochi minuti, il cammino potrebbe comunque essere faticoso per anziani e bambini. Indossate scarpe comode.
Prima di entrare nel borgo, bisogna arrivare a Bagnoregio dove troverete i parcheggi. Da qui, una navetta conduce i turisti all’imboccatura del ponte. Il servizio navetta costa solo 1 euro, il ritorno è compreso.
Se preferite arrivare al ponte in automobile, seguite le indicazioni per Civita di Bagnoregio. Tenete presente che i parcheggi presso il ponte non abbondano. Il comune di Bagnoregio sta a 30 km da Viterbo e a 110 km da Roma nord. Prendete l’autosole A1 uscita Orvieto, proseguite per Castiglione Teverina e seguite le indicazioni per Bagnoregio.

Dove dormire

L’offerta turistica per il pernottamento di sicuro non manca, che preferiate la formula b&b o soggiornare in un hotel, che siate amanti dell’agriturismo o della vacanza in appartamento.

A Bagnoregio, il B&B Profumo di Tiglio mette a disposizione sistemazioni con balcone, un barbecue e una terrazza. Il Wi-Fi è gratuito. La struttura è stata edificata nel 1920. Sempre a Bagnoregio, a 1,2 km da Civita, l’F&F Casa Vacanze Bagnoregio vi aspetta con la connessione WiFi gratuita e una vista impedibile sulla città. Se volete fermarvi più di una notte in questa splendida zona e siete di quelli a cui piace stare in casa anche in vacanza, cucinare con gli amici e avere più libertà rispetto agli orari, La residenza dell’Artista ha il Wi-Fi gratuito e dista solo 1,3 km da Civita di Bagnoregio. 

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