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Sant’Antimo: storia, tradizioni, origine del nome

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A poco più di 10 chilometri da Napoli, situato nell’area nord della città metropolitana, sorge Sant’Antimo, Comune del comprensorio che comprende diversi altri paesi, in un territorio che abbraccia le province di Napoli e Caserta, e che appartiene a quello dell’Antica Atella, un’area attraversata dalla via Atellana, quella che collegava Napoli e Capua. I primi insediamenti della città, infatti, risalgono ai primi secoli dell’era cristiana, ma il nome deriverebbe dal nome del santo, Sant’Antimo, anche se non vi è certezza di questo.

Le fonti narrano della presenza di alcuni discepoli di Sant’Antimo i quali, arrivati in Campania, iniziarono a diffondere il culto del santo nel territorio di Atella. La devozione prese piede in modo talmente radicale da dare il nome alla città. Dai quei primi insediamenti cristiani il centro urbano crebbe e si sviluppò, fino a diventare un feudo baronale nel XIII secolo, per poi essere insignito della dignità principesca, appannaggio che mantenne fino alla fine del regime feudale, nel XIX secolo.

Chiese a Sant’Antimo: cosa vedere

Passeggiando tra le strade del centro storico di Sant’Antimo, non può mancare una visita al Santuario di Sant’Antimo Prete e Martire, un edificio dedicato al santo, per celebrare i sacrificio del martirio, avvenuto l’11 maggio del 305, sotto l’imperatore Diocleziano. Secondo la tradizione, l’edificazione della chiesa si deve al duca Antimo di Napoli il quale, durante il riposo a seguito di una battuta di caccia che si stava svolgendo in questi luoghi, sognò il santo, che gli impose la costruzione di una cappella in suo onore. La fondazione del santuario, dunque risalirebbe all’816 circa.

Santissima Annunziata e San Giuseppe

Un’altro edificio religioso di notevole importanza, risalente però al XV secolo, è la chiesa della Santissima Annunziata e San Giuseppe, costruita nel 1490. All’interno della chiesa è presente un manufatto unico, un organo a canne costruito in occasione del quinto centenario della fondazione della chiesa, e che per i santantimesi rappresenta un patrimonio unico, da preservare nei secoli.

Spirito Santo

Da segnalare, ancora, la chiesa dello Spirito Santo, risalente al XVI secolo, eretta per volere dell’allora Papa, Gregorio XIII. Purtroppo il terribile terremoto del 1980 ne causò la chiusura a seguito dei danni subiti. L’operazione di restauro non è stata completata ma, purtroppo, negli anni la chiesa è stata spogliata di tutte le opere d’arte che conteneva. All’interno della chiesa erano presente opere di grandi artisti dell’epoca, come Fabrizio Santafede, Marco Pino, Girolamo Imparato.

Castello Baronale

Non solo architettura religiosa, a Sant’Antimo p possibile ammirare, nella centralissima Piazza della Repubblica, il Castello Baronale. Si tratta di una classica fortificazione di epoca rinascimentale, che ingloba tutte le caratteristiche degli edifici del tempo, il torrione centrale, le torri laterali, l’androne, il loggiato e le logge minori. Il suo profilo rappresenta uno dei simboli della città, e la sua struttura imponente è una delle vestigia storiche più importanti di Sant’Antimo.

La vicinanza al Capoluogo fa di Sant’Antimo un ottimo punto di partenza per raggiungere Napoli e godere di quelle che sono le sue bellezze storiche e artistiche, oltre che dell’ottima cucina, del mare e del panorama incantevole, con il Vesuvio che domina l’intero colpo d’occhio. Da non perdere!


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